In un recente articolo apparso sul Resto del Carlino, un prete cattolico di un piccolo paese in provincia di Rovigo, fa riferimento allo Shiatsu e allo Yoga come a “pratiche” che a suo “modestissimo” dire sarebbero “contro Cristo” e quindi pericolose; esortando così i fedeli a fare attenzione ed evitare di avvicinarsi a queste ed altre Discipline di Medicina Orientale.

Non è la prima e probabilmente non sarà nemmeno l’ultima volta che queste tecniche sono osteggiate da parte di esponenti della Chiesa Cattolica, ma da dove nasce questo ostracismo? Si tratta solamente di semplice ignoranza?

A volte si tratta di una presa di posizione abbastanza netta, in alcuni casi sono arrivati a dire che alcune di queste pratiche sono “ispirate dal male”, e non è raro che alcune realtà che si occupano di praticare e diffondere discipline e tecniche orientali, siano state inserite nella “lista nera” da parte delle autorità ecclesiastiche facendo “di tutta un’erba un fascio”.

Ma da dove nasce quest’ odio da parte di chi si dovrebbe occupare di elevare lo “spirito” nei confronti di realtà che mirano a far ritrovare equilibrio e benessere alle persone?

Per spiegare al meglio la motivazione primaria (oltre che l’Ignoranza intesa come non Conoscenza ovviamente…), bisogna fare un salto indietro al tempo dell’antica Roma sotto l’Impero di Costantino, colui che volle e patrocinò il famoso Concilio di Nicea, da cui nacque il cattolicesimo come religione ufficiale dell’Impero Romano.

Circa nel 300 d.C., esistevano varie correnti di Cristianesimo che si contendevano (a volte pacificamente a volte meno), il diritto di essere i veri portatori dalla parola di Cristo.

Molte di queste correnti si consideravano “cristiane gnostiche” e sostenevano che attraverso l’esperienza personale, si fosse in grado di “sperimentare” personalmente e senza bisogno di intermediari (i sacerdoti…) la “Comunione con il Divino”.

Consideravano il messaggio e gli insegnamenti che il Cristo era venuto a portare all’Umanità, come la “Via” attraverso cui ottenere la “Trascendenza” e che il Divino andava ricercato in primo luogo dentro di Sé.

Altre correnti invece ritenevano assolutamente blasfemo il solo pensiero di fare esperienza del Divino direttamente, ancora più sacrilego era ritenere che potesse essere dentro un essere impuro come l’Uomo, macchiatosi tra l’altro del “peccato originale”. Ancora peggio era il tentativo di identificarsi ed “ergersi” al pari di Dio.

Era un’epoca in cui l’Impero Romano cominciava a dare ampi segni di decadimento e disgregazione, fu così che (il pagano e politeista…) Costantino riunì in un unico luogo esponenti delle varie correnti cristiane, affinché si decidesse una linea comune da seguire, per creare un’unica religione da diffondere in tutto l’Impero, nel (vano…) tentativo di mantenerlo unito.

Dal Concilio di Nicea uscì vincitrice la corrente che si rifaceva (soprattutto ma non solo…) alle idee di Ireneo, vescovo di Lione, che diceva che il Divino andava accettato “dogmaticamente” come verità assoluta dai fedeli, che era assolutamente blasfemo il solo pensiero che potesse essere sperimentato e conosciuto direttamente e che solo accettando di essere umili peccatori e rispettando i comandamenti, si poteva accedere al Paradiso.

Furono scelti degli scritti e dei vangeli (di apostoli che comunque non avevano conosciuto Cristo in vita…) denominati “canonici” che andarono a costituire il vecchio e nuovo testamento, e ne furono scartati (bruciati, distrutti, sequestrati, occultati, ecc.) altri che diffondevano idee e parole di Cristo non in linea con la corrente scelta per far parte delle fondamenta del “Dogma” della Chiesa di Roma.

Nasceva così il Cattolicesimo, con la figura del Papa quale “vicario” (rappresentante) di Cristo sulla Terra e unico depositario della Sua parola.

Fu così che sotto l’Impero di Costantino (e del suo esercito…), si cominciò un lavoro d’indottrinamento delle varie regioni e province dell’Impero Romano, con la conseguente persecuzione di coloro che la pensavano in modo differente sul significato del messaggio e dell’insegnamento portato dal Maestro, circa tre secoli prima.

Gnosi deriva da una parola “greca” Gnosis e significa CONOSCENZA. Lo Gnostico ricerca la salvezza dell’Anima attraverso la Conoscenza e l’Esperienza diretta del Divino, attraverso un lavoro di Ricerca Personale che a volte può richiedere anche diverse vite, esso può ottenere la Trascendenza e ritornare a essere “UNO con DIO”.

Per il cattolicesimo appena nato, quest’idea equivaleva a una “bestemmia” e come tale ispirata direttamente dal demonio, quindi andava assolutamente combattuta ed eliminata.

L’apostolo “gnostico” Tommaso, solo per citare uno dei tanti autori di vangeli “apocrifi” che sono emersi negli ultimi decenni, è stato utilizzato come esempio e la sua storiella (di “colui che se non vede non crede”…) è arrivata fino ai giorni nostri come monito per tutti coloro che non si accontentano di “verità raccontate” da altri, ma che vogliono vivere  l’esperienza direttamente, prima di trasformarla in una “Verità Personale”.

Molte Filosofie Orientali considerano la “Vita” come un percorso di Conoscenza di Sé e del Creato e le varie incarnazioni (che facevano parte di anche di molte correnti cristiane…) come una sorta di “continuum” lungo questo percorso.

Per molte di queste millenarie Discipline, come anche per molte correnti Cristiano-gnostiche, il Divino è presente in ogni luogo e di conseguenza anche dentro l’Essere Umano e quindi sperimentabile direttamente attraverso un lavoro di Ricerca e Introspezione.

La Conoscenza è un percorso fatto per tentavi, attraverso i quali si sperimentano in prima persona i vari aspetti del Creato partecipando così a propria volta alla crescita e all’espansione del Divino.

 

A voler vedere bene la situazione, in realtà non stiamo assistendo a nulla di nuovo se non alla vecchia guerra tra Dogma e Gnosi che si protrae (fra alti e bassi…) da quasi 2000 anni, da quando nel 325 d.C. a Nicea fu stabilito:

-Cristo come Unico Figlio di Dio e venuto a morire per “redimere” i nostri peccati;

-quale fu’ il messaggio che era venuto a portare ai popoli (messaggio che portò alla fondazione della chiesa di Roma come unica depositaria della sua parola…);

-e quale fosse il modo corretto di Venerare un Dio posto lontano “nell’alto dei cieli” e di conseguenza lontano dal mondo e dagli uomini.

 

Oggi come allora è l’interpretazione delle “sue parole” (e non la verità “assoluta”) quella che a volte viene diffusa dalla Chiesa. Oggi come allora le istituzioni ecclesiastiche diffondono la “vera” parola del Maestro e stabiliscono cosa sia di ispirazione Divina e cosa sia ispirato dal demonio.

Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere anche Uomini che nell’ambito della Chiesa cattolica che portano avanti con tolleranza e Amore messaggi di fratellanza nei confronti di chi “ricerca la Via” in modi differenti dalla tradizione Cattolica e per i quali non conta di che religione o filosofia sei ma se si è o meno, un buon Essere Umano.

Mi occupo di praticare ed insegnare tecniche e discipline orientali da diversi anni e ritengo che la priorità di chi fa il mio mestiere debba essere trasferire la “tecnica” al meglio ed insegnare come affrontare le situazioni e la Vita con maggior calma interiore e “centratura” possibile, fatto questo ci si dovrebbe preoccupare assai poco di sapere a quale religione o filosofia una persona appartenga, anche se questo non è poi così scontato nel nostro ambiente.

Quello che sfugge ai più, è che spesso siamo “costretti” a recuperare Sapere e Conoscenze dall’oriente attraverso patiche e discipline dai nomi “esotici” solo perché è lì che sono rimaste maggiormente immutate nei secoli, e dove il braccio armato della “Inquisizione” (l’arroganza degli uomini ignoranti…) è arrivando solo di recente, ma che fondamentalmente fanno parte della storia dell’Uomo e della sua Eterna Ricerca del Divino e della Verità, in ogni tempo e a qualunque latitudine o longitudine esso abbia messo piede su questa Terra.

Viva gli Uomini che “Cercano” la Verità sotto le mille “diverse” forme sotto cui Essa si nasconde, viva gli uomini che tentano di portare la pace là dove c’è ancora la guerra.